Comprare casa è ormai un miraggio per milioni di famiglie, mentre nelle principali metropoli europee, e l’Italia ne è una testimonianza evidente, i prezzi dei canoni d’affitto hanno toccato cifre record. Con un deficit strutturale che sfiora i dieci milioni di unità abitative nell’intera Unione Europea, l’emergenza abitativa è passata dall’essere un disagio individuale a una vera e propria crisi sociale ed economica capace di paralizzare i ceti medi e le giovani generazioni. È in questo clima di profonda preoccupazione che il Parlamento europeo si è riunito oggi per un acceso dibattito sull’Affordable Housing Act, la nuova proposta della Commissione presentata a settembre che intende mettere un argine alle speculazioni, al fenomeno degli affitti brevi incontrollati e alle migliaia di immobili lasciati colpevolmente sfitti nelle aree urbane ad alta tensione abitativa.

Irene Tinagli (S&D) al Convegno di fEUture: “Chi frena l’integrazione uccide l’Unione dall’interno”

A tracciare la cornice politica dell’iniziativa è stato il ministro irlandese Thomas Byrne, a nome della presidenza di turno del Consiglio dell’UE, che ha ricordato come l’accesso alla casa sia ormai diventato un tema di prioritario interesse comune europeo. Byrne ha sottolineato come l’esplosione dei costi non rappresenti soltanto una piaga sociale, ma un vero e proprio freno per la competitività del continente: “La crisi abitativa è diventata una delle sfide sociali ed economiche più urgenti che i cittadini di tutta Europa si trovano ad affrontare”. “Quando l’abitazione diventa troppo costosa, ne risentono la possibilità di trovare un lavoro, di spostarsi per motivi occupazionali, di formare una famiglia e di accedere all’istruzione” ha ribadito il ministro.

Dan Jørgensen, Commissario europeo per l’energia e la casa, ha chiesto provocatoriamente all’eurocamera: “Cosa rende una città una città? Sono gli edifici? È l’architettura? Sono i monumenti? No. Sono i cittadini. Non esiste Parigi senza i parigini. Non esiste Roma senza i romani. Una città è definita dai suoi cittadini e ha bisogno di loro”.

Jørgensen ha spiegato come la nuova normativa nasca proprio per superare i limiti contenziosi che finora hanno paralizzato i sindaci, trasformando il timore dei ricorsi legali in una concreta certezza del diritto per le amministrazioni che intendono tutelare i propri residenti. La legge non imporrà ricette calate dall’alto, ha specificato il Commissario, ma offrirà criteri e strumenti trasparenti affinché siano proprio le realtà locali, in piena autonomia, a poter limitare le distorsioni del mercato immobiliare.

Spagna: il Congresso boccia i decreti sulla casa voluti dal governo Sanchez, si apre l’ipotesi del voto anticipato a novembre

Nonostante le premesse, la discussione in Aula ha acceso un duro scontro tra i diversi schieramenti politici, mettendo a nudo filosofie diametralmente opposte su come debba essere governata l’emergenza. Se per i Socialisti e Democratici la proposta rappresenta una vittoria storica, con Irene Tinagli, presidente della commissione per l’emergenza abitativa del Parlamento europeo (HOUS), che ha ribadito con forza come “l’accesso all’alloggio debba essere protetto come la sanità e l’istruzione, in quanto bene comune essenziale per la società”, di avviso opposto sono apparsi i gruppi di centro-destra.

Dal PPE sono sollevate perplessità sulle possibili restrizioni all’acquisto delle seconde case e sul rischio di creare nuova burocrazia, mentre sul fronte dei Conservatori dell’ECR, la deputata Chiara Sberna ha rivendicato l’efficacia delle misure adottate sul piano nazionale, citando il modello del governo Meloni basato su un piano decennale da dieci miliardi di euro per sbloccare alloggi pubblici e offrire garanzie sui mutui ai giovani. Una misura valutata da diversi come insufficiente.

Dalle sponde di Renew Europe è arrivata invece la richiesta di accelerare i tempi per arginare lo strapotere dei fondi speculativi e abbattere i costi di costruzione, mentre i Verdi e la Sinistra con Leila Chaibi hanno denunciato le lungaggini della burocrazia, chiedendo a gran voce di consacrare il diritto alla casa contro le logiche di profitto finanziario che stanno spingendo in piazza migliaia di cittadini da Madrid a Parigi. l’eurodeputata di AvS (Green), Benedetta Scuderi ha chiesto all’UE di mettere il diritto all’abitare davanti agli interessi finanziari, sostenendo che “il profitto dei miliardari viene dopo, tanto dopo”. L’eurodeputata ha criticato l’Affordable Housing Act perché, a suo giudizio, imporrebbe vincoli ai sindaci senza strumenti altrettanto stringenti contro la speculazione immobiliare. Citando il caso di Spin Time a Roma, ha denunciato gli effetti della finanziarizzazione delle abitazioni. Per Scuderi, l’Europa deve garantire “il medesimo diritto all’abitare” attraverso regole comuni e maggiori investimenti pubblici.

Dalle ali estreme dell’emiciclo, infine, i gruppi di destra sovranista come i Patrioti e l’ESN hanno rigettato l’atto, bollandolo come un’ingerenza centralista e chiedendo che le risorse europee vengano destinate direttamente al taglio dei tassi sui mutui piuttosto che a nuove regolamentazioni.

Emergenza casa, Bruxelles avvia una consultazione per tagliare la burocrazia

Nel trarre le conclusioni del dibattito, il Commissario Jørgensen è intervenuto nuovamente per sgomberare il campo da equivoci e chiarire lo spirito profondo della norma. L’Unione Europea non intende abolire la proprietà privata o vietare in modo discriminatorio gli affitti brevi, ma vuole colmare un vuoto normativo per impedire che interi quartieri si trasformino in una rete di hotel ombra e che gli appartamenti restino inutilizzati come semplici titoli speculativi.

Inoltre, alla domanda se spetti all’Unione occuparsi di alloggi, Jørgensen  ha risposto che “ci sono due risposte a questa domanda: una burocratica e una politica”. “La risposta burocratica è sì, si tratta di capitali, si tratta di servizi, quindi sì, naturalmente, rientra nel mercato interno. La risposta politica è che sì, la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è in cima alle preoccupazioni dei nostri cittadini, quindi è evidente che dobbiamo occuparcene”.

Il provvedimento non impone delle misure dall’alto, ma mira a fissare un quadro giuridico chiaro ed europeo entro cui ciascuno Stato o Comune, nel rispetto della propria autonomia, possa scegliere di agire per far sì che le case tornino a svolgere la loro funzione primaria: permettere alle persone di viverci.

, ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *